Come creo
Come creo il mio personaggio oscuroTutti noi possediamo una parte oscura.Tutti.Siamo luce e ombra, istinto e controllo, bene e male che convivono nello stesso spazio interiore.Eppure nessuno ammetterà mai, apertamente, di sentirsi attratto da una persona oscura, misteriosa o — peggio ancora — cattiva.È socialmente inaccettabile.È moralmente scomodo.Ma la verità è un’altra.Il lato oscuro che fin da bambini ci insegnano a soffocare, reprimere e annientare… è profondamente attratto dal coraggio di chi osa essere egoista, spregiudicato, imperfetto.Dal coraggio di chi non chiede il permesso per esistere.Io creo i miei personaggi oscuri proprio da lì.Dal mio lato cattivo.Da quella parte di me che sono stata costretta a mettere a tacere.Soprattutto quando si diventa genitori, la repressione diventa una virtù.“Comportati come vorresti che si comportassero i tuoi figli.”Un mantra ripetuto come una legge morale.E così crescono educati, rispettosi, gentili.Anche verso chi, forse, meriterebbe solo uno schiaffo metaforico.O una risposta dura.O un limite invalicabile.Guardandoli diventare adulti, mi sono posta una domanda scomoda, quasi proibita:perché non ho insegnato loro a dare pan per focaccia?Perché abbiamo demonizzato la reazione, la rabbia, l’ombra, trasformandole in colpa?Il mio personaggio oscuro nasce proprio da questa frattura.Non è il male assoluto.È la parte che si ribella.È quella voce che dice ciò che noi abbiamo imparato a non dire.Fa ciò che noi abbiamo imparato a non fare.Scrivere di personaggi oscuri non significa glorificare il male.Significa dare forma a ciò che esiste già dentro di noi, ma che non osiamo guardare.E forse è per questo che ci affascinano tanto.Perché vivono, al posto nostro, la libertà che abbiamo sacrificato per essere “giusti”.




